La mission del Progetto Sport

 

Lo sport fa parte della vita di un giovane, come il gioco per il bambino. Attraverso lo sport si impara a conoscere il proprio corpo, si fa esperienza del superamento dei propri limiti, si rinforza il senso di competenza e di autostima.

In seguito alla diagnosi di tumore e durante il periodo delle terapie però, accade spesso che i ragazzi abituati a praticare sport abbandonino la pratica sportiva per non riprenderla nemmeno dopo la fine delle cure.

Le evidenze scientifiche non controindicano affatto lo sport durante le terapie oncologiche e, tanto più, alla conclusione di esse. Per un adolescente malato, che improvvisamente deve fare i conti con la sofferenza e il proprio essere vulnerabile, fare sport può essere l'occasione preziosa per fare esperienza di sé, per prendere coscienza di un nuovo corpo, per imparare ad ascoltarsi e trovare il modo di avere attraverso il movimento, uno strumento in più con cui combattere la propria battaglia. Per queste ragioni, lo sport ha un ruolo centrale all'interno del Progetto Giovani: sport da "guardare" (assistere insieme a partite o allenamenti di squadre professionistiche), "imparare" (partecipare a eventi come conferenze/testimonianze di vari atleti), ma soprattutto "vivere", con attività allenante (attività muscolare, apparato cardio-vascolare e respiratorio, controllo del peso corporeo, riabilitazione, nella palestrina del reparto), attività di gruppo (uscite in barca a vela, corsa, bici, trekking,arrampicata sportiva), e attività agonistica (con l'idea di creare una squadra polisportiva).

La collaborazione con centri specialistici sportivi e di medicina sportiva permetterà di sviluppare anche progetti di ricerca scientifica e faciliterà l'accesso allo sport dei ragazzi (idoneità sportiva, abilitazioni, certificazioni).

Il Progetto Sport è coordinato dal Dr. Filippo Spreafico e da Michele Murelli.