Gli adolescenti sono pazienti speciali, con bisogni complessi e peculiari. La malattia compare in un momento incredibilmente delicato del processo di crescita, e i ragazzi si trovano ad affrontare la diagnosi e la cura del tumore mentre contemporaneamente sono chiamati a non perdere l'appuntamento con il raggiungimento di tappe fondamentali del loro sviluppo, personale e relazionale.
Per questa ragione è necessario che i bisogni di autonomia, di relazione, di progettazione del proprio futuro, non siano sospesi, almeno del tutto, dall'irruzione della malattia nella quotidianità.
Curare gli adolescenti vuol dire riconoscere la complessità della gestione degli adolescenti malati e la necessità di realizzare una presa in carico globale del paziente - e della sua famiglia - con un'equipe multi-specialistica in cui, accanto all'oncologo, lavorano quotidianamente chirurgo, radioterapista, radiologo, patologo, endocrinologo, neurologo, ma anche psicologo, assistente sociale, educatore, intrattenitore, assistente spirituale.
Curare gli adolescenti, però, vuol dire anche essere in grado di offrire infrastrutture e servizi adeguati; cioè avere uno staff dedicato, spazi e progetti dedicati, un reparto che non abbia limiti di età che limitino l’accesso di pazienti a cavallo tra l’età pediatrica e quella adulta, servizi indispensabili come quello della preservazione della fertilità, equipe in grado di affrontare problemi scolastici ma anche problemi di sessualità, protocolli di cura adeguati all’età e alle patologie in questione, adeguata esperienza.